Agira

Sorge sul monte Teja. Le origini di Agira sono antichissime secondo Diodoro Siculo, che quivi nacque nel 339 a.C. La città aveva origini sicule. Dallo studio di alcuni reperti preistorici si è potuto documentare che inizialmente la città fu popolata in epoca preistorica, quando l'isola era ancora unita alla penisola italica. Nomadi di origine afro-asiatica, già evoluti nella lavorazione di armi di selce, cacciatori, agricoltori, pescatori e forse anche allevatori, si arroccarono sul Monte Teja, perdendo gradualmente le loro originarie caratteristiche per trasformarsi in popolazioni stanziali. Nell'Area di Agira esistono tracce di abitati umani del Paleolitico, Neolitico ed Età del Bronzo. I Sicani, intorno al II millennio a.C., abitarono alcune grotte naturali o artificiali ancora osservabili ad Agira (ove sono state rinvenute delle ossa umane riferibili a questo periodo), ad Alia e in località Gulfa. La città di Agira, forse la più antica delle città sicane, prende probabilmente il nome da uno dei capi Sicani, Agiride, che la fondò (ma l’origine del nome potrebbe anche connettersi alla presenza di una miniera d'argento vicino alla città, da argyros, che in greco significa argento). Fino al sorgere di Siracusa ed Agrigento, fu certamente fra le maggiori città di Sicilia. Intorno al secolo XI a.C. i Siculi, provenienti dalla penisola italica in fuga dagli Osci, si scontrarono con i Sicani, che furono confinati nelle parti meridionali e occidentali. L'isola, con l'avvento dei Siculi, fu da allora chiamata Sicilia. Recenti scavi archeologici hanno portato alla luce nell'area del castello medievale, cospicui resti della città greca (abitato e zecca dei secoli V-IV a.C.).
Medioevo
Il monastero greco della città era uno dei più importanti della Sicilia. Alla fine dell'XI secolo del monastero greco è scomparsa ogni traccia e nell'ultimo decennio del secolo il monastero di Agira è popolato da monaci benedettini.
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa Reale Abbazia di San Filippo d'Agira, all'interno costodisce un "Crocifisso ligneo" opera di Fra’ Umile da Petralia (Giovan Francesco Pintorno). Chiesa del Santissimo Salvatore; Chiesa di Santa Margherita; Chiesa di San Pietro Apostolo; Chiesa di Santa Maria Latina (Abbazia di San Filippo); Chiesa di Sant'Antonio da Padova; Chiesa di Sant'Antonio Abate; Chiesa dell'Annunziata; Chiesa di San Tommaso; Chiesa e convento di Sant'Agostino; Chiesa del Purgatorio; Chiesa della Madonna del Carmelo; Chiesa di Santa Chiara; Chiesa di Santa Maria degli Angeli; Chiesa di Santa Maria delle Grazie; Chiesa di Santa Maria di Gesù; Convento dei Minori Riformati; resti del Castello.
L'Aron di Agira
L'Aron più antico in Europa di cui oggi si ha notizia, si trova ad Agira, conservato oggi all'interno della chiesa del SS. Salvatore. Originariamente collocato nella sinagoga di via Santa Croce, nel quartiere arabo di Agira, fino al decennio scorso era considerato distrattamente il resto di un portale, quando nel 1996 uno studioso riconosceva in esso un Aron e decifrava l’iscrizione “Casa di Giacobbe venite camminiamo alla luce". Con questa iscrizione gli Ebrei datavano l'anno in cui era stata costruita: apponendo dei segni grafici sulle ultime lettere vi si attribuiva anche un valore numerico. Il numero così decifrato fu 5214 dalla creazione del mondo, ovvero il 1454.
La festa di S. Filippo il siriaco o d’Agira (S. Filippu u niuru)
Certo non è più la festa descritta dal Pitrè, alla quale intervenivano spiritati, guaritori, ciarauli ed esorcisti. Oggi è festa più “normale” che si celebra il 12 maggio di ogni anno. In occasione di questa festa vengono confezionate le cassatelle, i cassateddi, dolce con ripieno di mandorle, farina di ceci e l’uso del cacao. Si tratta di un residuo di dolce “arcaico” una spia gastronomica di primo livello. Festivi o di origine festiva sono gli altri dolci della tradizione agirina: nfasciatieddi e piscitieddi o piscilina, dolci secchi a base di mandorla nocciole miele cannella uva passa pistacchi, certamente dalla chiara connotazione orientale.