I miti del frumento: Demetra e kore

Il mito di Demetra e Kore, col famoso episodio del Ratto di Proserpina, è tutto siciliano. Ambientato nei pressi del lago di Pergusa, nel cuore della Sicilia del grano, dà la misura del ruolo che la civiltà del pane ha nella nostra isola.
Il “granaio di Roma” è, per così dire, anche una sorta di granaio di miti, che riguardano la vita e la morte del grano. La posizione geografica della Sicilia giocò un ruolo di primo piano nel determinare le rotte commerciali dei primi popoli navigatori, sicuramente implementò la capacità produttiva dell'Isola, specie nel settore cerealicolo, in quell’area centro-meridionale (l’Ennese), che era (ed è oggi) un granaio nel granaio. A partire da questa condizione era inevitabile, per il "granaio di Roma", accogliesse il mito di Demetra, dea del Grano. Proprio a Enna, nel cuore della Sicilia, il mito e il culto di Demetra e Kore avranno quelle rielaborazioni mitologiche che gli scrittori greci hanno tramandato. Dionigi d'Alicarnasso (Epitome 5, 5) ci informa che Enna, già nel 552 a.C., era abitata dai greci e che la città antica occupava una rocca naturale situata proprio nel centro della Sicilia. Nel 403 a.C., Dionigi il Vecchio conquistò la città, che successivamente passò dalle mani degli agrigentini a quelle dei Cartaginesi per pervenire poi, nel 258 a. C., a quelle dei Romani, e infine a quelle degli Arabi e dei Normanni. Due episodi drammatici segnarono l'inizio della decadenza di Enna: il massacro degli abitanti, perpetrato a tradimento dalla guarnigione romana, nel 214 (durante la seconda guerra punica), e le due guerre servili che ne segnarono poi il crollo definitivo. Dopo quest’ultimo tragico evento, la città non si riprese più, come testimonia la modesta quantità di grano che versava allo stato romano (Cicerone, Verrine II, 3). Dopo la conquista araba, Enna, prese il nome di Kasr Janni (traslitterazione araba di Castrum Ennae), deformato in Castrogiovanni, con questo nome è stata indicata fino a tempi, relativamente, recenti quando si ritornò ad indicarla con l'antica denominazione. 

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